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Beverly
USA
Faccio parte di un circolo letterario e ho chiesto agli altri membri di leggere il tuo libro, dopo che l’ho letto io stessa—e apprezzato tanto! Solo una donna poteva scriverlo, e una donna con una grande passione per la musica. Grazie per questo bel romanzo.
Angelo
Cara Rita, ho appena terminato di gustare il suo La sorella di Mozart che mi ha molto impressionato, ed emozionato, con il suo stile accurato e coinvolgente, stimolante l’introduzione con il primo carteggio di Nannerl con Armand e il ritorno alla corrispondenza con lo stesso, a segnare fasi cruciali della straordinaria vita di questo genio femminile non affermato e del quale ci è rimasto quasi nulla.
L’intreccio fra fantasia e realtà nel suo libro sono mirabili ! Complimenti e presto leggerò il Suo ultimo libro su A. Dumas e… ad majora !
Simona
Mantova
Carissima Rita, questa notte ho terminato di leggere la tua splendida opera… che dirti, me ne distacco a malincuore perché mi ha evocato sensazioni e ricordi di un viaggio che anche noi in famiglia abbiamo fatto a Salisburgo nel dicembre di tre anni fa, e l’atmosfera che pervade quel gioiello di città è veramente unica. Sei riuscita a tracciare un ritratto di Nannerl poetico e al tempo stesso moderno; di Lei infatti io ricordavo di aver visto soltanto il quadro che la ritrae durante la visita alla casa natale di Mozart nella Getreidegasse e la tomba nel piccolo cimitero. Ora è come se tu avessi ridato vita ad un personaggio femminile da sempre relegato nell’ombra e al quale invece era importante dare la giusta evidenza. Brava davvero, mi è piaciuta ogni singola parte del libro che custodirò gelosamente nella mia libreria.
Anna Rita
Roma
Felice ed orgogliosa di essere stata sorteggiata tra i lettori della newsletter, ho vinto la copia di “La sorella di Mozart” che sto divorando…. GRAZIE!
Marie-Noëlle Terrisse, giornalista
Milano
Ho letto adesso, con grande entusiasmo e passione, “La soeur de Mozart”… Sei riuscita a fare di Nannerl, della quale sapevo qualcosa per aver letto delle biografie di Mozart, un personaggio accattivante e terribilmente umano, e anche se sapevo come andava a finire ho provato “suspense” nella lettura quasi fosse un giallo! Inoltre la traduzione francese di François Maspero è perfetta, riesce proprio a farti dimenticare che è una traduzione… Insomma, chapeau!!
Gentile Rita,
mi è piaciuto molto anche La sorella di Mozart!
Effettivamente è diverso dal tuo secondo romanzo, La strana giornata di Alexandre Dumas (che presenta uno stile di scrittura davvero particolare), ma non è certamente da meno, anzi…
Nel libro ho ritrovato tanti amici che conosco da tempo ma, mentre già sapevo della particolare natura di Leopold, una Nannerl così proprio non l’avevo mai vista.
Delle biografie da me lette (su Wolfgang, ovviamente), né Paumgartner, né Solomon, né Robbins Landon erano mai riusciti a trasmettermi sensazioni così precise e verosimili su questa donna costretta suo malgrado a vivere all’ombra di suo fratello (e sotto la cappa nera del padre).
E’ vero che il tuo è un romanzo, ma alla fine dei conti penso che la vita di Nannerl Mozart sia andata così proprio per i motivi che tu stessa esponi.
Alla fine del romanzo mi viene in mente una domanda: ma se Nannerl fosse stata figlia unica cosa ne avrebbe fatto di lei il padre? Secondo me l’avrebbe forgiata concertista e data in sposa a qualche maestro di cappella per imburrarsi la carriera. Leopold era così…
Buone vacanze Rita e grazie per averci donato due storie così belle e interessanti.
Con profonda ammirazione.
Marvel
Redding, California
Ho molto amato La sorella di Mozart. Non riuscivo a smettere di leggerlo. Non vedo l’ora che il prossimo libro esca in inglese. La storia mi ha commossa e mi ha appassionata. C’è anche uno splendido senso dell’umorismo. Mi ha fatto desiderare di riprendere a cantare e di studiare la musica di Mozart. Grazie.
Marvel
Robby Farruggia
New York
Cara Signora Charbonnier,
lo scorso anno, mentre passavo in rassegna le novità nella mia libreria preferita, ho visto un volume intitolato La sorella di Mozart. Il titolo ha catturato la mia attenzione perché i miei genitori sono grandi ammiratori di Mozart. Il mio primo pensiero è stato: “Mozart aveva una sorella?” Devo ammettere che all’inizio ero un po’ scettico. Temevo che un autore che semplicemente apprezza la musica, un po’ come tutti, non fosse in grado di rendere giustizia alla vita di una persona così profondamente devota a quest’arte. Ma quando ho visto la sua biografia sul retro del libro sono rimasto colpito: lei è nata in Italia, ha studiato canto operistico e pianoforte, è stata attrice nel teatro musicale. Allora ho pensato: “Okay, questa non è una scrittrice con la puzza sotto al naso che va all’Opera pensando di sapere già tutto… lei queste cose le ha vissute: conosce le privazioni, l’esperienza della performance… forse posso darle una chance.”
Dalla prima lettera di Armand sono rimasto incollato alle pagine. Sono sconcertato dalla sua abilità di legare la scrittura alla musica e di descrivere i sentimenti che si provano quando ci si esibisce in pubblico. E’ spesso difficile per me spiegare la gioia che provo nel cantare, e le sue descrizioni dell’ardente desiderio che Nannerl prova di suonare il violino, e di far musica, mi hanno fatto venire le lacrime agli occhi. Come molte persone nel mondo dello spettacolo, anch’io ho incontrato ostacoli insuperabili, e ne ho sofferto, e lei ritrae perfettamente la dualità di questo ambiente: gioia e rifiuto. Il suo libro non mi ha solo fatto conoscere un incredibile personaggio storico, ma mi ha anche fatto riflettere sulla mia vita e sulle mie passioni, ed è così diventato uno dei miei romanzi preferiti.
Non so come ringraziarla per aver creato un’opera letteraria così incredibile e non vedo l’ora di leggere i suoi prossimi romanzi.
Un caro saluto, Roberto
Lucia
Roma
Rita mia cara, ti scrivo e mi sento un po’ Nannerl nel farlo così, con la penna in mano. E lo sono talmente tanto, in realtà, che se ti scrivo è per dirti quanto tu, attraverso La sorella di Mozart, mi abbia svelata a me stessa. Il tuo amore per le debolezze, le paure, e soprattutto le contraddizioni di Nannerl, s’è riversato un po’ anche su di me. Perciò, io sento di doverti dire grazie, Rita. Per tuo merito ho uno sguardo più acuto con cui guardare quel che sono, quel che diventerò e quel che non sono stata. Spero che tu scriva ancora, e che lo faccia sempre con la grande sensibilità con cui hai dato vita a Nannerl… e a me, da oggi un po’ tua cosa. Con ammirazione, Lucia.
Fabio Valenza, compositore e arrangiatore
Gentile Rita, il Suo libro l’ho letto l’anno scorso, mi è stato regalato da mio fratello per il mio 37° compleanno. Mi è piaciuto e mi ha commosso. E desidero esprimerLe i miei complimenti, si fa leggere davvero con piacere. Mi ha dato anche una certa malinconia però. Sarebbe bello che qualcuno ne facesse un film!
André de Graaf
Olanda
Ciao, Rita. Ho appena finito il tuo libro bello e pieno di fantasia. Amo leggere le biografie dei musicisti, ma devo dire che il tuo romanzo è davvero speciale. Non c’è soltanto musica, dentro, ma anche molta umanità. Nel leggerlo ho provato una grande empatia nei confronti di Nannerl. Lei ha suscitato il mio amore, più di suo fratello, la cui musica amo così tanto. Ti ringrazio davvero per questo. Mi è piaciuto moltissimo.
Sara, studentessa
Cagliari
Ho appena finito di leggere il tuo libro… un po’ in ritardo, lo ammetto. Vorrei averlo fatto prima! E’ assolutamente strepitoso! Te lo dico come grandissima fan di Mozart, te lo dico da persona che finalmente si è sentita soddisfatta nell’ottenere una sorta di profilo della misteriosa “sorella di Mozart” di cui ho sempre voluto scoprire di più. Devo ringraziarti. Sul serio, grazie, Rita. Non solo per aver scritto un libro magnifico, che ha dato dignità a una figura femminile fin troppo trascurata dalla fredda storia, ma soprattutto per avermi fatto capire che nella vita non bisogna mai dare niente per scontato e impegnarsi sempre per realizzare i propri sogni.
Mirella Patzer, autrice di romanzi storici
Alberta, Canada
La sorella di Mozart di Rita Charbonnier è uno struggente romanzo sulla genialità repressa. Racconta i trionfi e le sconfitte e anche la grandiosa forza di una donna, Nannerl, che riesce a sopravvivere al dolore di vivere nell’ombra del fratello. Rita Charbonnier fa rivivere gli splendori del Settecento, le costrizioni sociali di quell’epoca, gli scandali sessuali e le personalità spiccate. L’esperienza teatrale e musicale dell’autrice è evidente nelle spettacolari descrizioni della musica e delle caratteristiche composizioni di Wolfgang Mozart. E’ una lettura avvincente, non solo per gli amanti della musica classica, ma anche per coloro che amano i romanzi storici basati su figure femminili importanti. Brava, Rita! Bis!
Sarah Ford
Casselberry, Florida
Cara Rita, La sorella di Mozart mi è piaciuto tantiiiiiiiiiissimo! Sei una narratrice eccezionale. Non c’è una sola pagina noiosa in tutto il libro. Ho dovuto leggere le ultime 252 pagine in un giorno solo per poterne parlare alla riunione col mio circolo letterario, e ti sono grata per aver creato un’opera così accattivante. Oggi ho saputo che la chiesa cattolica scomunica le donne che si fanno ordinare sacerdoti. E’ molto più facile sminuire le donne che non confrontarsi col loro potenziale. Non riesco a smettere di pensare al tuo romanzo, e al fatto che tu vivi proprio a Roma.
Chris della band musicale Krisinger
El Paso, Texas
Rita, ho finito di leggere La sorella di Mozart ieri notte e voglio farti sapere che mi è piaciuto immensamente. Tu, mia cara, sei una scrittrice di grande talento. Temo di aver scarabocchiato il tuo libro da tutte le parti, sottolineando innumerevoli passaggi che in un modo o nell’altro mi hanno colpito; nella mia raccolta, non troppo ampia, di romanzi preferiti, quelli scarabocchiati sono inevitabilmente quelli che mi hanno commosso. Tu mi hai ricordato la ragione per la quale alcuni di noi smettono di scrivere e molti di noi, saggiamente, scelgono di fare dell’altro. Devi aver effettuato delle ricerche storiche approfondite per scrivere questo libro (io, peraltro, leggo soprattutto testi di argomento storico), eppure questo non compromette la piacevolezza della lettura e il risultato non è mai noioso. La tua padronanza del linguaggio e la tua abilità nel descrivere la complessità delle emozioni umane è stupefacente ed è una fonte di ispirazione. Potrei scrivere un romanzo per commentare il tuo romanzo, ma non riuscirei mai a raggiungere il tuo dono per l’espressione scritta. Per il momento, voglio soprattutto farti sapere che ho scoperto di avere una nuova autrice preferita, e che il suo nome è Rita Charbonnier. A quando il nuovo libro? Non vedo l’ora!
Elana, artista
Mercer Island, Washington
Ho appena finito il tuo libro. E’ DAVVERO INCREDIBILE. OTTIMO LAVORO.
Come sappiamo, un libro è ben fatto quando riesce a coinvolgere le emozioni del lettore. Beh, il tuo mi ha totalmente coinvolta!!!!
Ho provato tristezza, rabbia, gioia, dolore per Nannerl… tu hai catturato la mia attenzione, così come i miei sentimenti.
Sei stata davvero abile a costruire un racconto così intenso basato solo su una corrispondenza. Grazie per l’opportunità che mi hai dato.
Monyka89
Ho letto il tuo stupendo romanzo tutto d’un fiato!! è davvero fantastico!! anche a me piacerebbe diventare 1 scrittrice e arrivare a scrivere un libro come il tuo, x me sarebbe il massimo! Complimenti davvero, la mia passione per Mozart che è nata quando l’ho studiato in musica in seconda media è cresciuta leggendo il tuo libro… la figura di Nannerl mi assomiglia nei lati peggiori… anche io come lei mi abbatto davanti alle difficoltà e mi chiudo in me stessa… grazie per avermi dato 2 giorni intensi di lettura!! sei grande!!
Da un post su un blog personale
Ho cambiato nick, mo’ è Nannerl la sorella di Mozart, tutto è nato leggendo il libro di Rita Charbonnier, che mi ha letteralmente cambiata perché mi sono messa ad ascoltare la musica classica. Non che la cosa fosse tanto strana, visto che sono cresciuta con dei genitori a cui la cultura antica è sempre piaciuta. In effetti mi portavano sempre alle mostre e me le hanno fatte odiare, anche se andando da sola non ho problemi, anzi mi piace stare seduta a fissare un quadro, è rilassante. Mo’ mi sa che vi posto la trama del libro. Ve lo consiglio, nonostante sia storico ci sono dei punti in cui prevale l’adolescenza di Nannerl e sono molto belli secondo me, perché i comportamenti sono gli stessi nonostante i tempi siano differenti. Vabbè, ecco la trama, che mo’ ho sonno e vi lascio.
Ambra
Milano
Mi inchino al tuo romanzo.
L’ho appena finito e mi sono fiondata in Internet per cercare altre cose su Nannerl… ed eccomi qua.
Amo Mozart… da sempre! E da oggi amo anche sua sorella.
Grazie di cuore per avermi fatto conoscere molto di più della visione di un’immagine, dell’ascolto di una parola, dell’espressione di un sentimento…
Che amorevole unità in questo romanzo…
Grazie.
Cinzia
Torino
Mi chiedo quanto ci sia di suo in questo fantastico personaggio che ho conosciuto attraverso il suo romanzo. Io lavoro in ospedale, in un reparto psichiatrico, e spesso incontro sul mio cammino donne che possono assomigliare alla complicata e splendida Nannerl. Io stessa ho avuto una vita non troppo semplice, con un padre che un po’ assomigliava a Leopold Mozart… devo ammettere che, in alcuni passaggi del libro, ho pianto per quest’uomo accecato, l’ho odiato, ho avuto voglia di scrollarlo…
Ilaria
Genova
In una bellissima giornata di febbraio sono andata con mia madre dalla nostra libraia di fiducia, che mi conosce bene. Mi hanno subito accolta dicendomi che i libri che avevo ordinato dovevano ancora arrivare. Mi sono guardata intorno, notando all’improvviso un libro con una bella copertina, che ricordava l’età settecentesca: La Sorella di Mozart. Sì, conoscevo Nannerl. Suono il pianoforte da quando avevo sei anni. Ero piccolissima quando ho cominciato, riuscivo anch’io a fare a malapena una quinta/una sesta.
“Compro questo.”
“E’ il primo libro che pubblica questa scrittrice.”
Abbiamo pagato e sono andata sulla spiaggia. Sono corsa sugli scogli, mi sono trovata il mio scoglio preferito, vicinissimo al mare, e ho cominciato a leggere.
In quel momento mi è sembrato di sentire la voce di Nannerl, inventata ovviamente da me, ma è come se l’avessi sentita. Ho divorato un centinaio di pagine, con il sottofondo delle onde. E’ stato meraviglioso, bellissimo, stupendo. Non so proprio come descriverlo.
Quindi, lo scopo di questa mia e-mail è dirle GRAZIE.
Grazie di aver donato a me, e sicuramente ad altre persone, sensazioni così intense.
Italo Lupi
Schio (Vicenza)
Cara Rita, complimenti: un bel romanzo, piacevole, scorrevole, molto verosimile!
Due cose appaiono evidenti: che chi lo scrive è una donna, e inoltre musicista.
I fatti potevano accadere una volta come possono accadere oggi. Quanti geni passano in secondo piano se nella propria famiglia hanno la disgrazia di avere un fratello… più genio di loro e magari maschio!
“Devi dare lezioni a facoltosi perché devi mantenerci nelle nostre peregrinazioni in Italia.” Leopold, il padre, è proprio dipinto come un antipatico e sua moglie Anna Maria una donna debole.
Nannerl è l’eroina rivalutata. Delicatissima è la descrizione della sua “prima volta” in amore!
Lei è stata capace di aiutare il fratello quando era bambino, volergli bene, dedicarsi a lui, interrompere ogni rapporto con la musica per lunghi anni per non pensare al fratello ed al padre (questo però si capisce alla fine!), riallacciare i rapporti con i familiari nel momento in cui questi avevano necessità, e catalogare la musica del fratello che altrimenti in mano a sua moglie – come le perle ai porci – si sarebbe persa chissà dove…
Cinzia Bomoll, scrittrice e regista
Rita, il tuo romanzo è strepitoso, lo sto leggendo e mi sta appassionando tantissimo. E’ scritto magistralmente e so già che mi dispiacerà quando l’avrò terminato, perchè invece vorrei gongolarmi nella lettura il più possibile. E’ una storia che mi piacerebbe vedere anche in forma di film…
Antonella Grassi, sceneggiatrice
Roma
Ho iniziato la lettura del tuo romanzo. Sono più o meno a metà. E mi piace molto. Già l’ho promesso a mia madre non appena avrò terminato di leggerlo.
Mi piace la pienezza della scrittura, la scelta di inframmezzare la corrispondenza con gli accadimenti della vita, la delicatezza con cui viene affrontato il tema. Mi piace come i personaggi vengono fuori a poco a poco, incuriosendo il lettore che si chiede sin dall’inizio: che fine avrà mai fatto la sensibile Nannerl Mozart? Come ha vissuto? Quante ne ha dovute passare in un secolo in cui la donna era considerata alla stregua di un piacevole animaletto domestico e nella migliore delle ipotesi uno strumento il cui unico compito risiedeva nel concorrere alla cura e alla felicità dell’uomo? Così come tu ben premetti nella citazione iniziale.
Sono una discreta lettrice. Nelle mie mani e sotto i miei occhi sarà passato qualche centinaio di romanzi. Mi basta leggere le prime righe per capire se un romanzo non disattenderà le sue promesse. E il tuo è tra questi.
Claudio Ferrarini, flautista e insegnante accademico
Parma
Rita, tu hai cambiato il mio modo di pensare a Mozart. Avevo sempre avuto l’immagine di lui come di una vittima della propria arte; ma esistono anche altri punti di vista. Il tuo romanzo mi ha dato una visione di come ci si possa sentire male di fronte a una persona che fa di tutto per schiacciarti col suo talento, e anche di come sia difficile vincere le proprie paure. Insomma hai fatto sì che la mia immagine di Mozart si ridimensionasse; ora lo vedo come un individuo molto più terreno. Quel senso di sublime, di eterno è sparito dalla mia mente per lasciare posto, semplicemente, a un uomo pieno di difetti.
Certo non doveva essere facile, per una donna, farsi strada nel modo della musica, anzi della composizione. Non credo che Mozart avesse un talento superiore a quello di sua sorella. Oggi la presunta inferiorità di Nannerl si potrebbe benissimo chiamare diversità. Non sempre un grande compositore è anche un grande esecutore: questa è la chiave della diversità. Oggi lei sarebbe una virtuosa della tastiera, senza complessi.
Leonardo
Pisa
Sono sinceramente e profondamente ammirato. Trovo la tua scrittura di qualità molto sopra l’ordinario, ma in più c’è l’interesse per la storia, la curiosità di vedere come va a finire. E poi la struttura del racconto, la sua forma, sono speciali. Si ha anche la sensazione che la materia trattata in 325 pagine sia talmente densa che, volendo, e potendo, potrebbe essere maggiormente sviluppata in un romanzone ottocentesco da 800 pagine. Ma poi non si venderebbe, suppongo.
Daniela Biganzoli
Milano
Cara Rita, ho letto il tuo libro, che ho trovato davvero stupendo.
Ho voluto gustarlo durante le vacanze, ascoltando come sottofondo la musica di Mozart, a me molto cara. In loro compagnia ho passato dei momenti impagabili, dove spesso la commozione si impossessava di me e mi rendeva un’unica cosa con la tua Nannerl.
Non ascoltare le nostre inclinazioni, non seguirle con tutte le nostre forze, non dare ascolto alla parte più profonda del nostro cuore ci fa morire a poco a poco, proprio come stava accadendo a Nannerl. La musica però può aiutarci in questo, per la sua capacità intrinseca di portare a galla i nostri sentimenti più profondi, le nostre emozioni, nel darci la forza per attuare i nostri progetti.
Non ho il piacere di conoscerti personalmente, ma attraverso le pagine del tuo libro ho potuto scorgere una persona molto sensibile, attenta alle sofferenze altrui, capace di una forte immedesimazione.
Elena Lopez
Cremona
Qualche mese fa un mio fratello, amante della musica, mi regalò il suo libro. Adesso ho cominciato a leggerlo, anzi lo sto divorando, in quanto credo che sia un bellissimo libro, che rispetti abbastanza l’epoca in cui si svolge, e, soprattutto, che rispecchi perfettamente la misera – direi – condizione della donna di quei tempi.
Grazie sia a lei, sia ad altre autrici che studiano i ruoli “reali” svolti dalle donne in epoche passate, siamo adesso in grado di conoscere l’importanza di determinate figure femminili finora rimaste nelle pagine buie della storia.
Il suo libro è delizioso e mi complimento con lei per la facilità di lettura, ma soprattutto per l’idea di far conoscere al grande pubblico un personaggio come Nannerl.
Guja
Milano
Grazie per aver messo in luce questo personaggio finito nell’oblio. Te ne sono grata… per lungo tempo mi sono sentita come Nannerl, e ho rischiato di abbandonare la musica per sempre, ma poi ho saputo reagire ed ora la musica è il mio ossigeno.
Il tuo libro è stato una spinta in più a non mollare. Grazie.
Giuliano
Crotone
Ciao, Rita! Giunto a pag. 192 del tuo romanzo, ci terrei a farti i complimenti per la splendida parte in cui si parla del Concerto per pianoforte e orchestra No. 9 di Mozart (K 271, Jeunehomme). Per chi non l’avesse ancora letto, non svelerò certo a quale evento speciale dell’intreccio è legato il brano, ma posso dirti che mi ha davvero emozionato, riportandomi indietro nel tempo, a quando l’ascoltai la prima volta, avvertendo in modo istantaneo che quella era musica per le mie orecchie e per il cuore… E fu il primo Concerto per pianoforte di Mozart che mi piacque da subito, agli albori della mia passione mozartiana, nonostante avessi già ascoltato il K 467 in Do maggiore, magari più famoso del Jeunehomme. Che però ebbe su di me una presa immediata, come una splendida rivelazione sonora.
Grazie per le emozioni che mi (ci) regali.
Valeria
Biella
Ho visto il libro per caso, nel solito mega supermercato, dove si trova di tutto. Mi ha entusiasmata. Rita, tu hai senza ombra di dubbio trovato la seconda “più accesa fan della tua scrittura”, dopo la tua amica Roberta, che citi nei ringraziamenti. Complimenti, spero di tornare presto a leggere un tuo romanzo. Nell’attesa seguirò da vicino la tua carriera di sceneggiatrice e giornalista.
Alessandra
Roma
Sto leggendo il tuo libro e ne sono entusiasta; purtroppo posso leggerlo quasi esclusivamente sul tram, lungo il tragitto tra casa e lavoro, e puntualmente ritardo a prepararmi a scendere perché non vorrei mai interromperne la lettura! Le parole scorrono come le note della musica di Mozart! Davvero bello! Complimenti!