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Valter Pucher
Rovereto

Libro splendido, scorrevole, di ottima lettura. Entra anche psicologicamente nei vari personaggi, ma sopratutto Elsa combattuta tra il suo essere quotidiano ed il personaggio in cui si identifica sia nei sogni e a volte anche nella realtà. Un magnifico libro ambientato nella Roma di epoca fascista.

 

Silvia
Roma

Questo romanzo mi è sembrato molto maturo, la storia è complessa e avvincente, la scrittura splendida, la psicologia dei personaggi profonda e convincente. Complimenti all’autrice per la ricerca sulla problematica psicologica di Elsa e il suo trattamento!

 

Patrizia
Roma

Lo sto leggendo rubando tempo al mio tempo…..e non me ne pento :-) Ecco cosa intendo io quando si dice scrivere con la trama della storia e l’ordito della fantasia… il risultato è un broccato prezioso… alla faccia di tutti i presunti o pseudo codici… e non dico altro!

 

Valentina
Roma

Carissima Rita, ho terminato di leggere “Le due vite di Elsa”, l’ho letto tutto d’un fiato.
Il linguaggio è scorrevole, i personaggi ben delineati psicologicamente. L’ambientazione, in una Roma fascista, credibile.
Ho ritrovato i luoghi perchè sono nata nel 1941 in Via Urbana e ho constatato i danni causati dallo sventramento per la costruzione di Via dei Fori Imperiali, case costruite sui ruderi dei Mercati Traianei, ora abito al quartiere Alessandrino (che coincidenza!).
Elsa è una donna del nostro tempo che vuole esprimersi, vuole un ruolo attivo, desidera essere come sua madre e non come la zia legata al ruolo di “nume del focolare”, anche lei grazie a Elsa è riuscita ad avere una propria vita.
Il finale mi ha molto coinvolta, è stato un fuoco d’artificio, i cortei, i discorsi, l’apologia di una Roma che ancora può essere “caput mundi”.
Mi sorprendi sempre più perchè sei competente in psicologia, psicoterapia, yoga, architettura, musica, pittura. Hai nominato Boldini, che adoro, presto ritornerò alla Galleria d’Arte Moderna per constatare se i suoi quadri ci siano ancora, ultimamente si trovavano in mezzo alla polvere e ai calcinacci di un cantiere.
Ho avuto la sensazione che Elsa sia una persona veramente esistita e intorno a lei hai costruito il romanzo. Mi confermi che Elsa sia vera?
Ho ancora molte curiosità circa l’input che ti ha permesso di realizzare questo coinvolgente romanzo.
Goditi questo meraviglioso successo e buone vacanze! (che ti portino consiglio per il quarto lavoro).
Valentina

 

Elisabetta Messa
(da aNobii)

Questo libro mi ha subito incuriosito per il parallelismo storico tra l’epoca fascista e quella del Risorgimento legata alle imprese di Giuseppe Garibaldi. In particolare, la figura di Anita Garibaldi, eroina di cui fino a questo momento non conoscevo la storia, mi ha affascinata. […] E’ un grande affresco della mediocrità della borghesia fascista e della ridondanza del regime, dipinto con maestria dall’autrice che ha cercato di dare il giusto peso alle luci e alle ombre di quest’epoca. Ma è soprattutto il racconto che parla di due donne, Elsa ed Anita, così distanti tra di loro – la prima fragile ed impacciata, la seconda impavida e determinata – eppure così vicine, animate dalla stessa volontà di vivere e di lottare.

 

Samilla
(da aNobii)

Ci vuole coraggio a scrivere un romanzo tanto profondo, una narrazione che scava nell’animo umano senza riserve e ne mette in luce le debolezze per poter trarne la giusta forza di abbatterle o accettarle così come sono. […] Rita Charbonnier riesce a farci entrare nei pensieri di Elsa a tal punto da chiederci se non siano gli altri “gli squilibrati”, descrive in modo sublime il lento processo di presa di coscienza del proprio essere della protagonista e ci introduce in un periodo storico difficile, come quello dell’inizio del fascismo. “A un tratto ho capito una cosa. Lasciar fluire pensieri, sogni, fantasticherie senza troppo spaventarsene può far capire che abbiamo in noi la potenzialità di moltissimi esseri viventi, e che nulla di umano ci è estraneo”. Un linguaggio scelto, ma semplice al tempo stesso, che si sposa a perfezione con il tempo storico in cui si svolge l’azione. Un romanzo che ci spinge a farci molte domande… Complimenti all’autrice per il grande coraggio e per le innate capacità letterarie!

 

Cristian
Roma

Cara Rita….. ho finito di leggere il tuo libro e l’ho trovato meraviglioso e soprattutto appassionante (poi dovrai spiegarmi come hai fatto a trasportarmi totalmente in quella clinica: le tue descrizioni sono complete e coinvolgenti). Bella l’idea e tanto, tanto di te……

 

Annamaria Fassio, scrittrice
Genova

Carissima, “Le due vite di Elsa” è un bellissimo libro. Io l’ho letto d’un fiato, anche se mi costringevo ad andare piano per poter gustare di più il piacere della lettura. Non solo la storia è intrigante e commovente ma è scritto benissimo. La ricostruzione storica è impeccabile. BRAVA!!!!!!

 

Clara
Lucca

Un romanzo bello e intenso. La storia cattura subito e non si ha voglia di interrompere la lettura. L’argomento è impegnativo (psicanalisi, rapporti familiari, follia) ma la scrittrice riesce a trattarlo con leggerezza. Tra i personaggi secondari ho trovato simpaticissima la cameriera Ringraziata (che nome!). Molto commoventi le pagine nelle quali Elsa rievoca la morte di Anita Garibaldi, insieme a quella della propria madre.

 

Claudio Ferrarini, musicista
Parma

Ho finito di leggere il tuo terzo figlio, come tutti i tuoi libri è magico, ti si attacca all’anima e non ti lascia fino alla fine. Non potevi rendere migliore omaggio al 150° d’Italia. Come sempre sei delicata, precisa, tutto coincide quasi fossi una testimone dei fatti. Hai abbandonato il mondo musicale ma hai dato luce al teatro e tante cose che non posso scrivere perchè non voglio rovinare la sorpresa a chi lo leggerà. La tua scrittura ti rispecchia, è bella ed armoniosa, grazie ancora della tua poesia interiore che si manifesta con delicatezza, sono commosso ed emozionato, ed ora ti tocca con il quarto…… bacio tuo claudio

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