La sorella di Mozart
— Susan Higginbotham, Historical Novels Review, USA, novembre 2007
Nannerl Mozart, una musicista di grande talento, è molto affezionata al fratello, fin dal momento della sua nascita. Tuttavia, un giorno il padre annuncia che lui e Wolfgang andranno in Italia e che lei dovrà restare a casa: darà lezioni di musica alle stonate pupille dell’aristocrazia salisburghese e finanzierà, in tal modo, il viaggio di promozione artistica degli uomini di famiglia.
Profondamente amareggiata, Nannerl abbandona l’attività concertistica e compositiva e si chiude in un guscio finché non incontra Victoria, una brillante cembalista, e il padre vedovo della ragazza. La relazione romantica che ne deriva ha un forte impatto sul complesso rapporto di Nannerl con suo fratello, e anche sul rapporto che lei ha con se stessa.
Raccontato in parte attraverso lettere che Nannerl scrive al suo corteggiatore, e in parte attraverso un narratore in terza persona, La sorella di Mozart può sconcertare inizialmente il lettore, poiché si muove avanti e indietro nel tempo, tra espedienti narrativi e punti di vista assai diversi. Però vale la pena di andare avanti. Il dialogo della Charbonnier, in questa sua opera prima, è vivace, e la sua prosa è a tratti meravigliosamente spiritosa, a tratti intensa e commovente. I suoi personaggi, da un barone che declama orribili poesie al volubile e beffardo Mozart, sono vividi. La stessa Nannerl è un’eroina molto ben disegnata, che si trasforma, da un’adolescente ostile e rabbiosa, in una gentile ma formidabile donna anziana, e che in ultima istanza si assume la responsabilità del lascito musicale di suo fratello. Il suo viaggio incanterà gli amanti della musica come gli amanti del romanzo storico.
Susan Higginbotham, Historical Novels Review, USA, novembre 2007