La cosiddetta vita di una donna
— Wynne Delacoma, Chicago Sun-Times, USA, 4 novembre 2007
- Scarica versione Pdf (128 Kb).
Che cosa dobbiamo pensare dell’improvviso interesse per Nannerl Mozart, sorella dell’immortale Wolfgang, fino ad oggi pressoché sconosciuta? Negli ultimi tre anni, negli Stati Uniti sono usciti ben tre romanzi storici, tutti intitolati Mozart’s Sister.
I due di Nancy Moser e Alison Bauld sono già usciti in tascabile; il più recente, della sceneggiatrice italiana Rita Charbonnier, viene pubblicato adesso da Crown. La storia di Nannerl – battezzata Maria Anna e nata nel 1751, 4 anni e mezzo prima del fratello – ha sempre presentato interessanti aspetti drammatici. Era una pianista estremamente dotata e si cimentò nella composizione; insieme con il fratello fu scarrozzata per l’Europa dall’ambizioso padre, Leopold, e suonò per gli aristocratici dell’epoca, tra i quali l’imperatore d’Austria Giuseppe e l’imperatrice Maria Teresa. Ma più tardi, quando divenne un’adolescente, Leopold decise che fosse più opportuno investire su Wolfgang perché la famiglia ottenesse la fama e la fortuna che egli desiderava. Nannerl fu messa da parte, e ben presto perse ogni contatto con il fratello, che era stato il suo più grande amico e confidente.
Nannerl si adattò ai ristretti confini della vita di un’insegnante di musica, nella provinciale Salisburgo, e a 32 anni sposò un uomo abbiente. Si stabilì con lui in un piccolo villaggio di montagna e si occupò dei 5 figli che il marito aveva avuto da un precedente matrimonio, e anche dei 3 figli che ebbe lei stessa. Dopo la morte di Wolfgang, nel 1791, Nannerl si adoperò nel raccogliere e conservare i manoscritti di suo fratello. I pensieri e le emozioni di questa donna sono scarsamente arguibili da una manciata di lettere superstiti e da un diario, quasi soltanto dedicato alle annotazioni dei fatti del giorno.
Non c’è bisogno di essere femministi per ritenere che Nannerl fu vittima del sessismo. Le giovani donne dotate di un talento musicale pari al suo avevano qualche opportunità di emergere, nell’Europa del XVIII secolo; i palcoscenici dell’epoca hanno ospitato diverse cantanti e clavicembaliste famose ed acclamate. Ma quando il tirannico Leopold decretò che la carriera di Nannerl era finita, lei accettò in silenzio.
Se siete alla ricerca di informazioni sulla vera Nannerl, su sua madre, e sulle amiche, amanti e musiciste che arricchirono la vita e l’arte di Wolfgang Amadeus Mozart, procuratevi una copia di Mozart’s Women, pubblicato del 2005 da HarperCollins. E’ un saggio affascinante, basato su ricerche accurate, scritto dalla direttrice d’orchestra Jane Glover. Ci porta a conoscere meglio non solo le donne che realmente attraversarono la vita di Mozart, ma anche gli indimenticabili personaggi femminili che popolano il suo teatro musicale.
Se invece desiderate lasciarvi trasportare da una storia romanzesca ed esaltante, nella quale i fatti documentati non soffochino le emozioni, potrebbe piacervi La sorella di Mozart di Rita Charbonnier. L’autrice rispetta i principali eventi della biografia di Nannerl – compresa la breve relazione, nel 1777, con l’ufficiale dell’esercito Franz Armand d’Ippold – e vi interpone una gustosa combinazione di moderna sensibilità femminista e degli elementi tipici del romanzo sentimentale.
Alcuni di questi seguono un po’ troppo la formula. Ogni eroina vittoriana che si rispetti fa ricorso ai sali, e allo stesso modo la Charbonnier fa giacere a letto la sua protagonista per giornate intere, nei periodi di crisi. Lottando contro la propria infelicità, Nannerl trova sollievo nel domare una cavalla ribelle. O corre a rifugiarsi nei boschi.
Tuttavia, la Charbonnier è una pianista oltre che una scrittrice, e comprende profondamente il bisogno bruciante di creare che ha ogni vero musicista. Traccia inoltre con abilità l’arco della vita della sua eroina, costruendolo attorno ad uno scambio di lettere immaginarie tra l’attraente, comprensivo d’Ippold e una Nannerl appassionata e sincera.
Alcune trovate danno un vero piacere nella lettura, come la rete di alleati che la Charbonnier ha costruito attorno a Nannerl: un intelligente prete salisburghese che esorta Leopold a nutrire il genio compositivo di sua figlia, oppure un corteggiatore che apprezza le battute taglienti di Nannerl, anche quando colpiscono la sua persona. E poi, naturalmente, il lieto fine – chi non lo vorrebbe, per ripagare la giovane donna che un tempo si esibiva nelle sfavillanti corti reali, e che poi fu messa da parte per favorire il fratello minore?
La vita può essere ingiusta, ma il romanzo di Rita Charbonnier è un omaggio ben riuscito alla figura di Nannerl Mozart.
Wynne Delacoma, Chicago Sun-Times, USA, 4 novembre 2007