Commenti
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Clara
Rimini
Ciao Rita, ho finito di leggere il tuo libro… ho sognato e ti ringrazio per questo. Libro scorrevole, intenso. E l’argomento astrologia molto affascinante. Grazie infinitamente, Clara
Elena Lopez
Cremona
Cara Rita,
ieri ho finito di leggere il tuo ultimo romanzo e vorrei dirti che mi è tanto piaciuto.
Mi è piaciuto quanto il primo: mi è sembrato scorrevole, molto documentato, piacevolissimo da leggere. Non oserei mai atteggiarmi a “critica letteraria” per cui ti dirò solo che le similitudini con “La sorella di Mozart” alle quali hai accennato sul tuo blog, per me sono evidenti. La prima e fondamentale è l’assenza di un ruolo per la donna nella società: il togliere alla donna qualcosa di suo, solo per il fatto di appartenere al genere femminile. Poi, l’altro giorno, mentre leggevo, ero arrivata al momento in cui Maria Stella ha tredici anni e scappa da casa addentrandosi nel bosco, a piedi scalzi, sporca…........... mi è subito venuta in mente la stessa immagine quando Nannerl scappa sotto la pioggia.
Ti dirò che essendo di un’altra madre lingua ho incontrato una grandissima ricchezza di linguaggio. Hai usato dei vocaboli che non avevo né mai letti né tanto meno sentiti. Per cui, sono riuscita a impararne qualcuno. Mi è piaciuto molto “cencio”. Pensa che io, una volta, sono stata in una osteria che si chiamava proprio Cencio e non avevo mai pensato che avesse un’altra accezione.
Purtroppo adesso non riesco a leggere troppi romanzi perché non è che mi soddisfino molto, per cui questo è un periodo nel quale leggo più d’arte, storia, archeologia, attualità italiana…... o se vedo un libro “strano”, cioè non d’attualità, mi attira e lo compro.
Quindi spero vivamente che tu abbia in mente il terzo romanzo e che sia pubblicato al più presto!!!!!!!!
Un calorosissimo abbraccio e tante buone cose,
Elena
Alessia Cornacchio
Traversetolo (Parma)
Ne ho letti di libri ma mai come questa volta mi è capitato di leggere fino a tarda notte. Mi sono letteralmente innamorata di Maria Stella, una donna che riesce a coniugare le antiche regole dell’aristocrazia e la voglia di indipendenza e di emergere della donna moderna, in particolare quando sfida Chiappini cantando con fare provocatorio. Un personaggio meraviglioso affidato alla scrittura di una donna che ha saputo valorizzarne l’intelligenza e il coraggio. La consapevolezza di se stessa raggiunta dopo tanta sofferenza al punto tale di non sentir più la necessità di avere una vita sociale… Maria Stella dovrebbe essere un esempio per ogni donna. Vivissimi complimenti per un romanzo che è una vera e propria opera d’arte!
Giulia
Casorate Sempione (Varese)
Ho finito il libro, un vero peccato. L’unica definizione che se ne può dare è: splendido, semplicemente. Si capisce che per l’autrice scrivere questo romanzo ha significato una ricerca e un conseguente arricchimento culturale, è bello quando gli scrittori sanno costruire storie soprattutto per se stessi, oltre che per i propri lettori. Uno dei punti forti del romanzo è sicuramente la struttura raffinata che caratterizza i personaggi femminili e l’eleganza con cui Rita Charbonnier ritrae il grande Dumas. Tutti vorrebbero una saggia amica come Maria Stella, ma non si può fare a meno di provare compassione e vicinanza anche col personaggio di Vincenza. La storia avrebbe potuto facilmente risultare eccessivamente romanzesca e romantica, ma i continui cambiamenti di registro stilistico la rendono senza dubbio interessante. Inoltre sorriderà chi ha letto il romanzo “La sorella di Mozart”, dato che c‘è un capitolo in questo nuovo libro in cui ne ritroviamo alcuni personaggi. Insomma, “La strana giornata di Alexandre Dumas” è una di quelle opere che non possono sfuggire agli amanti della buona letteratura.
Giorgia Lepore, scrittrice
Martina Franca (Taranto)
Il libro è bellissimo. Scritto bene, avvincente, ironico e commovente allo stesso tempo. Credo che, al di là dell’intreccio, la storia sia soprattutto una metafora. La ricerca che Maria Stella fa delle sue origini, il suo non riconoscersi nella famiglia che la alleva, sentito anche se in maniera oscura e sotterranea, è l’indagine che facciamo tutti su di noi, è il senso di non appartenenza che prende, a volte, rispetto al nostro contesto, le nostre origini, famiglia, madre, padre. E’ la scoperta di chi siamo e di chi vogliamo essere. E quindi credo che in ogni rapporto madre-figlia ci siano i personaggi di Maria Stella e di Vincenza: la ricerca di una appartenenza, di un amore, il riconoscersi e lo specchiarsi una nell’altra, il conflitto, il rifiuto, e infine il riconoscersi davvero, nonostante tutto.
Valerio
Modigliana (Forlì-Cesena)
Bella la parte del “baratto”, avrei voluto più spazio per quella dello scontro legale. Fa piacere vedere la propria cittadina quale cornice di un buon romanzo.
Cara Rita,
ho finito di leggere il tuo Dumas e voglio dirti diverse cose. So quanto sia importante per chi scrive trovare conferme e comprendere i sentimenti e le sensazioni che ha smosso in chi legge…
Chiudendo il tuo libro, intanto ho provato un lieve disappunto, o dispiacere, perché non è mai facile separarsi da personaggi che ti hanno comunque affascinato e con i quali hai instaurato una dimestichezza, una frequentazione confidenziale.
Se il personaggio è significativo e ti resta dentro, mette radici, come si suol dire, allora vuol dire che quel libro non è più un semplice libro, ma qualcosa di diverso. E’ per questi motivi che uno scrittore diventa per il lettore compagno di viaggio, amico, punto di riferimento.
La tua Maria Stella mi ha veramente conquistato e sei riuscita a farla avanzare nel cuore del lettore con una serie di passaggi veramente ben fatti: dalla vecchia esoterica ai dialoghi arguti con Dumas, fino all’escamotage del diario che ho trovato bellissimo, perché leggendo il diario (e leggendolo con gli occhi di Dumas) ritrovi e ricomponi i pezzi della persona che già hai conosciuto da anziana…
E’ un personaggio indimenticabile e molto contribuisce a questo il fatto che nella fine del libro tu sia ritornata ad una realtà concreta con il discorso di Dumas, che confuta tutta la ricostruzione e ti riporta al reale, ottenendo nello stesso tempo il risultato di consegnarti questa icona della vita che è Maria Stella, dignitosa nel suo isolamento che non trova sponde gentili né reali riconoscimenti.
Hai scelto una conclusione che potrebbe anche deludere, da un certo punto di vista, ma che riporta il lettore a conservare nella memoria una figura dolorosa, consapevole di sé e del mondo che la circonda, rassegnata nella propria coscienza di donna rappacificata…
Bello, bello e indimenticabile.
Continua così.
Gabriele
Delia Morea
Ho letto il romanzo di Rita Charbonnier poco prima dell’estate perchè m’incuriosisce sempre la scrittura al femminile e quella delle scrittrici italiane d’oggi di più. Non è campanilismo, apprezzo molto anche le straniere però, in qualche modo, la possibile vicinanza di mondi e culture m’intriga. Amo anche il romanzo storico ed è questa per me una ragione fondamentale. L’ho letto quasi d’un fiato, la storia prende per la sua originalità e il realismo dello spunto storico. La genialità del plot ruota intorno allo scambio di identità da parte della protagonista che si vede defraudata dei diritti di nascita in nome di una trita ragion di stato che stabilisce il predominio maschile nelle discendenze dinastiche. Ho apprezzato la descrizione dei personaggi e i dialoghi vivi (Maria Stella e Dumas si fronteggiano come su un campo di battaglia, con ironia e vivacità), ne ho amato le atmosfere, i felici passaggi da una scena alla successiva usando registri diversi di linguaggi ed emozioni. Ho amato il personaggio di Dumas nel quale Rita Charbonnier ha colto note umane, appassionate, talvolta amare. E il ritmo sostenuto che lo connota, a mio avviso, come romanzo moderno.
Anonimo
complimenti!!!
sto leggendo proprio ora “ la strana giornata di alexandre dumas” e mi sta piacendo moltissimo!!! Devo dire che ci ho messo molto a comprarlo perchè sono diffidente di natura verso gli scrittori italiani ma devo dire che hai sfatato molti miei pregiudizi!!!
Francesca
Vicenza
Il suo libro è partito da Vicenza … ha oltrepassato il mare ed è approdato a Cannigione (Sardegna) ... ha visto il porto di Livorno … ha sonnecchiato a Cala Francese I. Maddalena … per esplodere nella spiaggia Bianca di Isuleddda … MAGNETICO FANTASTICO!!!! complimenti signora Rita da una modesta lettrice!!!! sicuramente andrò a Modigliana … Maria Stella proprio non la conoscevo grazie!!!!! l’ennesimo libro che mi arricchisce!!!!!
Bruna Zanetti
Novara
Ho finito di leggere il romanzo di Maria Stella… cosa posso dire… bellissimo… continuo a sognare e riflettere su tutte le vicissitudini dei personaggi, sui pensieri della protagonista, sulla vita che molte persone di quel tempo avevano. Poi adoro quel suo modo di scrivere con tempi molto – non so come dire – non frenetici, belli insomma… sì, me lo sono proprio gustato da cima a fondo mentre ero al mare e sentivo il profumo e le onde… che bel ricordo. Grazie!!!
Ho appena finito la lettura de “La strana giornata di Alexander Dumas” e mi permetto di contattarti per dirti che erano anni che non leggevo un romanzo così stilisticamente elegante. Oltre che interessante.
Dalle sorelle Bronte alla Austen, dalla Blixen alla Radcliff avevo sempre avuto il sospetto che le donne scrivessero meglio degli uomini. Ora ne ho avuta la conferma.
Siccome per me Mozart è Dio sulla terra (ho letto 22 biografie diverse su di lui), mi procurerò al più presto l’altro tuo romanzo, convenendo che la di lui sorella ha avuto un destino da “agnello sacrificale”.
Complimenti e in bocca al lupo per i tuoi prossimi lavori.
Eugenio Riotto, artista
Pietrasanta (Lucca)
Carissima, il libro mi è piaciuto…...... è fantastico!!!!!!! L’ho letto sul treno e sono arrivato a destinazione in un baleno, come in un sogno. Consiglio a tutti di leggerlo, è veramente fantastico. Sei una grande scrittrice, fai vivere i tuoi personaggi come nella realtà, con il fascino di chi sa raccontarla. Un vero capolavoro. Ti auguro di continuare a scrivere e sono onorato d’averti conosciuta anche solo virtualmente. Un grande abbraccio,
Eugenio
Ambra
Milano
Gocce di note pure… delicate… fragili… colorate…
equilibri continui ed equidistanti…
Un accordo completo,
composto da un tocco di farfalla…
Mariapiera Marenzana
Roma
Ho letto La strana giornata di Alexandre Dumas, che mi ha regalato mia figlia, con grande piacere, incuriosita dalla vicenda e ammirata delle capacità affabulatorie dell’autrice, della sua abilità nel costruire personaggi suggestivi perché ambigui, del suo gusto sottile per l’ironia. Bella la figura di Dumas e il ruolo complesso che svolge, il suo farsi a tratti critico del narratore… Brava!
Anonima ammiratrice
Roma
Tre giorni fa un’amica mi ha proposto di accompagnarla alla presentazione di un libro appena uscito, “La strana giornata di Alessandro Dumas” di Rita Charbonnier e l’ho seguita volentieri per sentirmi poi subito piacevolmente coinvolta. La riunione ha avuto luogo presso la libreria Mondadori vicino alla Fontana di Trevi con un pubblico numeroso, attento e partecipe alla introduzione della scrittrice Cinzia Tani e alla successiva illustrazione di alcuni aspetti e personaggi del romanzo, fatti dalla giovane, bella ed elegante autrice, che ha poi avuto una conversazione con gli ascoltatori sulla natura del romanzo storico e in particolare sulle vicende della protagonista e di alcuni dei personaggi. Una presentazione veramente ben fatta. Uscendo ho comprato il libro e subito ho cominciato a leggerlo, senza riuscire a smettere se non per dormire o fare le altre azioni indispensabili per la vita.
E’ una storia affascinante e straordinariamente coinvolgente per il susseguirsi degli episodi ora drammatici, ora soffusi di una sottile ironia, e per la vivezza dei personaggi, stagliati con grande maestria. L’impianto dell’opera è indovinato e magistrale e il racconto procede con un linguaggio fluido e nello stesso tempo molto “colto” e accurato ed efficace; i dialoghi in particolare sono di una grande naturalezza senza la minima sbavatura, cosicché il romanzo sembra quasi pronto come sceneggiatura per un film. Prima di andar via dalla libreria ho scorto il primo romanzo di Rita Charbonnier “La sorella di Mozart”, pubblicato da Corbaccio in seconda edizione ed ho acquistato anche questo. Ho appena cominciato a leggerlo, ma ho già capito che divorerò tutto d’un fiato anche questo.
Avevo buttato giù queste considerazioni con l’idea di proporle come recensione ad un giornale, ma essendo io una scrittrice molto anonima, so già che nessun giornale me le pubblicherà, per cui le mando all’autrice, augurandole molto successo e ringraziandola per avermi procurato un vero godimento dell’animo e dell’ intelletto.
Clara
Lucca
Mi è piaciuto tanto, tanto! Capita raramente di leggere con tanto piacere; Maria Stella, con la sua vita romanzesca (ma vera!) e piena di avventure, giunta alla vecchiaia, ti sembra un’amica piena di saggezza a cui puoi chiedere consigli e conforto. Molto divertenti le schermaglie verbali tra lei e Dumas. Interessante e ben riuscito il racconto dell’evoluzione psicologica della protagonista e del suo difficile rapporto con la madre.
Marina
Roma
Rita, ho letto il tuo libro e mi è piaciuto molto. All’inizio ho puntato i piedi sull’astrologia (la vedo come il fumo agli occhi!), poi ho trovato affascinante il modo di trattarla e di inserirla nella narrazione.
Ciao e bravò, Marina