Commenti

Sarah Ford
Casselberry, Florida, USA

Cara Rita, La sorella di Mozart mi è piaciuto tantiiiiiiiiiissimo! Sei una narratrice eccezionale. Non c‘è una sola pagina noiosa in tutto il libro. Ho dovuto leggere le ultime 252 pagine in un giorno solo per poterne parlare alla riunione col mio gruppo di lettura, e ti sono grata per aver creato un’opera così accattivante. Oggi ho saputo che la chiesa cattolica scomunica le donne che si fanno ordinare sacerdoti. E’ molto più facile sminuire le donne che non confrontarsi col loro potenziale. Non riesco a smettere di pensare al tuo romanzo, e al fatto che tu vivi proprio a Roma.

 

Chris della band musicale Krisinger
El Paso, Texas, USA

Rita, ho finito di leggere La sorella di Mozart ieri notte e voglio farti sapere che mi è piaciuto immensamente. Tu, mia cara, sei una scrittrice di grande talento. Temo di aver scarabocchiato il tuo libro da tutte le parti, sottolineando innumerevoli passaggi che in un modo o nell’altro mi hanno colpito; nella mia raccolta, non troppo ampia, di romanzi preferiti, quelli scarabocchiati sono inevitabilmente quelli che mi hanno commosso. Tu mi hai ricordato la ragione per la quale alcuni di noi smettono di scrivere e molti di noi, saggiamente, scelgono di fare dell’altro. Devi aver effettuato delle ricerche storiche approfondite per scrivere questo libro (io, peraltro, leggo soprattutto testi di argomento storico), eppure questo non compromette la piacevolezza della lettura e il risultato non è mai noioso. La tua padronanza del linguaggio e la tua abilità nel descrivere la complessità delle emozioni umane è stupefacente ed è una fonte di ispirazione. Potrei scrivere un romanzo per commentare il tuo romanzo, ma non riuscirei mai a raggiungere il tuo dono per l’espressione scritta. Per il momento, voglio soprattutto farti sapere che ho scoperto di avere una nuova autrice preferita, e che il suo nome è Rita Charbonnier. A quando il nuovo libro? Non vedo l’ora!

 

Elana, artista
Mercer Island, Washington, USA

Ho appena finito il tuo libro. E’ DAVVERO INCREDIBILE. OTTIMO LAVORO.
Come sappiamo, un libro è ben fatto quando riesce a coinvolgere le emozioni del lettore. Beh, il tuo mi ha totalmente coinvolta!!!!
Ho provato tristezza, rabbia, gioia, dolore per Nannerl… tu hai catturato la mia attenzione, così come i miei sentimenti.
Sei stata davvero abile a costruire un racconto così intenso basato solo su una corrispondenza. Grazie per l’opportunità che mi hai dato.

 

Monyka89

Ho letto il tuo stupendo romanzo tutto d’un fiato!! è davvero fantastico!! anche a me piacerebbe diventare 1 scrittrice e arrivare a scrivere un libro come il tuo, x me sarebbe il massimo! Complimenti davvero, la mia passione per Mozart che è nata quando l’ho studiato in musica in seconda media è cresciuta leggendo il tuo libro… la figura di Nannerl mi assomiglia nei lati peggiori… anche io come lei mi abbatto davanti alle difficoltà e mi chiudo in me stessa… grazie per avermi dato 2 giorni intensi di lettura!! sei grande!!

 

Da un post su un blog personale

Ho cambiato nick, mo’ è Nannerl la sorella di Mozart, tutto è nato leggendo il libro di Rita Charbonnier, che mi ha letteralmente cambiata perché mi sono messa ad ascoltare la musica classica. Non che la cosa fosse tanto strana, visto che sono cresciuta con dei genitori a cui la cultura antica è sempre piaciuta. In effetti mi portavano sempre alle mostre e me le hanno fatte odiare, anche se andando da sola non ho problemi, anzi mi piace stare seduta a fissare un quadro, è rilassante. Mo’ mi sa che vi posto la trama del libro. Ve lo consiglio, nonostante sia storico ci sono dei punti in cui prevale l’adolescenza di Nannerl e sono molto belli secondo me, perché i comportamenti sono gli stessi nonostante i tempi siano differenti. Vabbè, ecco la trama, che mo’ ho sonno e vi lascio.

 

Cinzia Bomoll, scrittrice e regista

Rita, il tuo romanzo è strepitoso, lo sto leggendo e mi sta appassionando tantissimo. E’ scritto magistralmente e so già che mi dispiacerà quando l’avrò terminato, perchè invece vorrei gongolarmi nella lettura il più possibile. E’ una storia che mi piacerebbe vedere anche in forma di film…

 

Ambra
Milano

Mi inchino al tuo romanzo.
L’ho appena finito e mi sono fiondata in Internet per cercare altre cose su Nannerl… ed eccomi qua.
Amo Mozart… da sempre! E da oggi amo anche sua sorella.
Grazie di cuore per avermi fatto conoscere molto di più della visione di un’immagine, dell’ascolto di una parola, dell’espressione di un sentimento…
Che amorevole unità in questo romanzo…
Grazie.

 

Cinzia
Torino

Mi chiedo quanto ci sia di suo in questo fantastico personaggio che ho conosciuto attraverso il suo romanzo. Io lavoro in ospedale, in un reparto psichiatrico, e spesso incontro sul mio cammino donne che possono assomigliare alla complicata e splendida Nannerl. Io stessa ho avuto una vita non troppo semplice, con un padre che un po’ assomigliava a Leopold Mozart… devo ammettere che, in alcuni passaggi del libro, ho pianto per quest’uomo accecato, l’ho odiato, ho avuto voglia di scrollarlo…

 

Ilaria
Genova

In una bellissima giornata di febbraio sono andata con mia madre dalla nostra libraia di fiducia, che mi conosce bene. Mi hanno subito accolta dicendomi che i libri che avevo ordinato dovevano ancora arrivare. Mi sono guardata intorno, notando all’improvviso un libro con una bella copertina, che ricordava l’età settecentesca: La Sorella di Mozart. Sì, conoscevo Nannerl. Suono il pianoforte da quando avevo sei anni. Ero piccolissima quando ho cominciato, riuscivo anch’io a fare a malapena una quinta/una sesta.
“Compro questo.”
“E’ il primo libro che pubblica questa scrittrice.”
Abbiamo pagato e sono andata sulla spiaggia. Sono corsa sugli scogli, mi sono trovata il mio scoglio preferito, vicinissimo al mare, e ho cominciato a leggere.
In quel momento mi è sembrato di sentire la voce di Nannerl, inventata ovviamente da me, ma è come se l’avessi sentita. Ho divorato un centinaio di pagine, con il sottofondo delle onde. E’ stato meraviglioso, bellissimo, stupendo. Non so proprio come descriverlo.
Quindi, lo scopo di questa mia e-mail è dirle GRAZIE.
Grazie di aver donato a me, e sicuramente ad altre persone, sensazioni così intense.

 

Italo Lupi
Schio (Vicenza)

Cara Rita, complimenti: un bel romanzo, piacevole, scorrevole, molto verosimile!
Due cose appaiono evidenti: che chi lo scrive è una donna, e inoltre musicista.
I fatti potevano accadere una volta come possono accadere oggi. Quanti geni passano in secondo piano se nella propria famiglia hanno la disgrazia di avere un fratello… più genio di loro e magari maschio!
“Devi dare lezioni a facoltosi perché devi mantenerci nelle nostre peregrinazioni in Italia.” Leopold, il padre, è proprio dipinto come un antipatico e sua moglie Anna Maria una donna debole.
Nannerl è l’eroina rivalutata. Delicatissima è la descrizione della sua “prima volta” in amore!
Lei è stata capace di aiutare il fratello quando era bambino, volergli bene, dedicarsi a lui, interrompere ogni rapporto con la musica per lunghi anni per non pensare al fratello ed al padre (questo però si capisce alla fine!), riallacciare i rapporti con i familiari nel momento in cui questi avevano necessità, e catalogare la musica del fratello che altrimenti in mano a sua moglie – come le perle ai porci – si sarebbe persa chissà dove…

 

Antonella Grassi, sceneggiatrice
Roma

Ho iniziato la lettura del tuo romanzo. Sono più o meno a metà. E mi piace molto. Già l’ho promesso a mia madre non appena avrò terminato di leggerlo.
Mi piace la pienezza della scrittura, la scelta di inframmezzare la corrispondenza con gli accadimenti della vita, la delicatezza con cui viene affrontato il tema. Mi piace come i personaggi vengono fuori a poco a poco, incuriosendo il lettore che si chiede sin dall’inizio: che fine avrà mai fatto la sensibile Nannerl Mozart? Come ha vissuto? Quante ne ha dovute passare in un secolo in cui la donna era considerata alla stregua di un piacevole animaletto domestico e nella migliore delle ipotesi uno strumento il cui unico compito risiedeva nel concorrere alla cura e alla felicità dell’uomo? Così come tu ben premetti nella citazione iniziale.
Sono una discreta lettrice. Nelle mie mani e sotto i miei occhi sarà passato qualche centinaio di romanzi. Mi basta leggere le prime righe per capire se un romanzo non disattenderà le sue promesse. E il tuo è tra questi.

 

Claudio Ferrarini, flautista e insegnante accademico
Parma

Rita, tu hai cambiato il mio modo di pensare a Mozart. Avevo sempre avuto l’immagine di lui come di una vittima della propria arte; ma esistono anche altri punti di vista. Il tuo romanzo mi ha dato una visione di come ci si possa sentire male di fronte a una persona che fa di tutto per schiacciarti col suo talento, e anche di come sia difficile vincere le proprie paure. Insomma hai fatto sì che la mia immagine di Mozart si ridimensionasse; ora lo vedo come un individuo molto più terreno. Quel senso di sublime, di eterno è sparito dalla mia mente per lasciare posto, semplicemente, a un uomo pieno di difetti.
Certo non doveva essere facile, per una donna, farsi strada nel modo della musica, anzi della composizione. Non credo che Mozart avesse un talento superiore a quello di sua sorella. Oggi la presunta inferiorità di Nannerl si potrebbe benissimo chiamare diversità. Non sempre un grande compositore è anche un grande esecutore: questa è la chiave della diversità. Oggi lei sarebbe una virtuosa della tastiera, senza complessi.

 

Leonardo
Pisa

Sono sinceramente e profondamente ammirato. Trovo la tua scrittura di qualità molto sopra l’ordinario, ma in più c’è l’interesse per la storia, la curiosità di vedere come va a finire. E poi la struttura del racconto, la sua forma, sono speciali. Si ha anche la sensazione che la materia trattata in 325 pagine sia talmente densa che, volendo, e potendo, potrebbe essere maggiormente sviluppata in un romanzone ottocentesco da 800 pagine. Ma poi non si venderebbe, suppongo.

 

Daniela Biganzoli
Milano

Cara Rita, ho letto il tuo libro, che ho trovato davvero stupendo.
Ho voluto gustarlo durante le vacanze, ascoltando come sottofondo la musica di Mozart, a me molto cara. In loro compagnia ho passato dei momenti impagabili, dove spesso la commozione si impossessava di me e mi rendeva un’unica cosa con la tua Nannerl.
Non ascoltare le nostre inclinazioni, non seguirle con tutte le nostre forze, non dare ascolto alla parte più profonda del nostro cuore ci fa morire a poco a poco, proprio come stava accadendo a Nannerl. La musica però può aiutarci in questo, per la sua capacità intrinseca di portare a galla i nostri sentimenti più profondi, le nostre emozioni, nel darci la forza per attuare i nostri progetti.
Non ho il piacere di conoscerti personalmente, ma attraverso le pagine del tuo libro ho potuto scorgere una persona molto sensibile, attenta alle sofferenze altrui, capace di una forte immedesimazione.

 

Elena Lopez
Cremona

Qualche mese fa un mio fratello, amante della musica, mi regalò il suo libro. Adesso ho cominciato a leggerlo, anzi lo sto divorando, in quanto credo che sia un bellissimo libro, che rispetti abbastanza l’epoca in cui si svolge, e, soprattutto, che rispecchi perfettamente la misera – direi – condizione della donna di quei tempi.
Grazie sia a lei, sia ad altre autrici che studiano i ruoli “reali” svolti dalle donne in epoche passate, siamo adesso in grado di conoscere l’importanza di determinate figure femminili finora rimaste nelle pagine buie della storia.
Il suo libro è delizioso e mi complimento con lei per la facilità di lettura, ma soprattutto per l’idea di far conoscere al grande pubblico un personaggio come Nannerl.

 

Guja
Milano

Grazie per aver messo in luce questo personaggio finito nell’oblio. Te ne sono grata… per lungo tempo mi sono sentita come Nannerl, e ho rischiato di abbandonare la musica per sempre, ma poi ho saputo reagire ed ora la musica è il mio ossigeno.
Il tuo libro è stato una spinta in più a non mollare. Grazie.

 

Giuliano
Crotone

Ciao, Rita! Giunto a pag. 192 del tuo romanzo, ci terrei a farti i complimenti per la splendida parte in cui si parla del Concerto per pianoforte e orchestra No. 9 di Mozart (K 271, Jeunehomme). Per chi non l’avesse ancora letto, non svelerò certo a quale evento speciale dell’intreccio è legato il brano, ma posso dirti che mi ha davvero emozionato, riportandomi indietro nel tempo, a quando l’ascoltai la prima volta, avvertendo in modo istantaneo che quella era musica per le mie orecchie e per il cuore… E fu il primo Concerto per pianoforte di Mozart che mi piacque da subito, agli albori della mia passione mozartiana, nonostante avessi già ascoltato il K 467 in Do maggiore, magari più famoso del Jeunehomme. Che però ebbe su di me una presa immediata, come una splendida rivelazione sonora.
Grazie per le emozioni che mi (ci) regali.

 

Valeria
Biella

Ho visto il libro per caso, nel solito mega supermercato, dove si trova di tutto. Mi ha entusiasmata. Rita, tu hai senza ombra di dubbio trovato la seconda “più accesa fan della tua scrittura”, dopo la tua amica Roberta, che citi nei ringraziamenti. Complimenti, spero di tornare presto a leggere un tuo romanzo. Nell’attesa seguirò da vicino la tua carriera di sceneggiatrice e giornalista.

 

Alessandra
Roma

Sto leggendo il tuo libro e ne sono entusiasta; purtroppo posso leggerlo quasi esclusivamente sul tram, lungo il tragitto tra casa e lavoro, e puntualmente ritardo a prepararmi a scendere perché non vorrei mai interromperne la lettura! Le parole scorrono come le note della musica di Mozart! Davvero bello! Complimenti!

 

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