Rassegna stampa
Quante voci musicali
— Piero Mioli, Musica e scuola, 15 settembre 2009
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Già autrice di un fortunato romanzo sulla Sorella di Mozart, Rita Charbonnier torna alla narrazione con La strana giornata di Alexandre Dumas (Piemme, 2009), singolare romanzo storico che ha qualcosa anche del memoriale e del romanzo epistolare, e parecchio, inoltre, ha del teatrale.
Come annuncia il titolo, è lo strano incontro che Dumas père fa nel 1843 con una cartomante, dalla quale si è recato per ovvie ragioni, e che si trasforma in tanto d’altro, anche perché quell’incontro la signora l’aveva pazientemente ed egoisticamente provocato.
La signora è certa Maria Stella, nata settant’anni prima da umile famiglia a Modigliana (nelle Romagne) e da tempo, oramai, certissima di essere prole, invece, degli Orléans: alla sua clamorosa battaglia mancava soltanto una penna capace di innervare, abbellire, eternare la sua incredibile storia. Durante quella giornata l’anziana donna, sposata due volte con uomini altolocati e madre di tre maschi lontani, si racconta al narratore, e fra l’altro descrive la sua vita di cantante d’opera, per esempio all’altezza della Cecchina di Goldoni e Piccinni. E la prosa della Charbonnier, mentre illustra magnificamente il romanzo di una vita, descrive anche un singolare incontro tra due forti personalità, iniziato malamente a causa dell’invadenza di lei ma concluso lietamente proprio per l’efficacia della materia da raccontare.
Alla base, il più semplice degli espedienti narrativi, teatrali, cinematografici, uno scambio di neonati: nello stesso 1773 nascevano, infatti, Maria Stella e Luigi Filippo d’Orléans. Lo sa bene la Charbonnier, e lo sa bene anche la storia del teatro d’opera, che nella Favola del figlio cambiato ebbe il potere di far collaborare un musicista come Gianfrancesco Malipiero con un “librettista” del calibro di Luigi Pirandello (1834).
Piero Mioli, Musica e scuola, anno XXIII, n. 15 — 15 settembre 2009