Rassegna stampa
Le indagini (storiche) di Rita
— Piero Di Domenico, Corriere di Bologna, 7 luglio 2009
- Scarica l’articolo originale (Zip file — 830 Kb).
Giovanni Antonio Galli, a cui oggi è dedicato il Museo Ostetrico in via Zamboni 33, è stato il fondatore, all’epoca non senza contrasti, del primo insegnamento universitario di ostetricia, nella Bologna del 1757. Più di duecentocinquanta anni dopo ritroviamo Galli tra i protagonisti, seppur minori, del romanzo storico La strana giornata di Alexandre Dumas che la sua autrice, Rita Charbonnier, presenterà domani alle 18 nella piazzetta antistante la torre medievale del Mondadori Multicenter di via D’Azeglio 34/a. “Galli era il medico più competente della zona, ed è a lui che nel romanzo ci si rivolge per far partorire una donna importante a Modigliana, anche se all’epoca da Modigliana a Bologna era un viaggio allucinante, di ore e ore, peggio che andare oggi a Mosca”, esordisce la Charbonnier.
La scrittrice, romana d’adozione, nel suo libro racconta una storia vera, incentrata su uno scambio di neonati, anche se sembra presa a prestito da un feuilleton ottocentesco. “Alcuni anni fa — continua la Charbonnier — mentre facevo ricerche, in una vecchia enciclopedia di teatro e musica incontrai una figura che non conoscevo, Maria Stella Chiappini, nata in Romagna nel 1773 e morta a Parigi nel 1843, una cantante d’opera molto popolare, tra le donne più potenti e ricche d’Europa. La Chiappini seppe solo a 50 anni di essere stata scambiata nella culla, lei che era di famiglia nobile, con un neonato di umili origini destinato a diventare in seguito Luigi Filippo I, re di Francia dal 1830 al 1848. Ancora oggi i suoi discendenti non disperano di poter provare storicamente l’avvenuto baratto”.
Ma in questa vicenda di figli adottati che non sanno di esserlo, che ruolo ha Alexandre Dumas padre, autore de I tre moschettieri e Il conte di Montecristo? “Dumas scrisse della vicenda nelle sue Mémoires — osserva la scrittrice — narrando anche dello scambio. Per questo ho immaginato che Maria Stella lo incontri con la scusa di fargli un oroscopo, finendo per raccontargli la sua vicenda, e che tra i due si instauri un dialogo acuto e ironico. Di Dumas poi ho sempre ammirato le vicende della sua vita, più romanzesca di quella dei suoi personaggi”.
La Charbonnier ha alle spalle una carriera teatrale che l’ha vista al fianco, tra gli altri, di Nino Manfredi e Lucia Poli, ma “quando ho frequentato la scuola di teatro non pensavo di fare l’attrice, anche se poi ho recitato per quindici anni”, precisa, “quanto la drammaturga, anche se, come tutte le cose che si desiderano molto, della scrittura avevo un po’ paura”. Anche il suo primo romanzo, La sorella di Mozart, dedicato a Nannerl, sorellina altrettanto geniale ma con minor fortuna del compositore, la colloca all’interno della fortuna che sta sorridendo al romanzo storico: “In realtà io non credo che sia un genere di successo al pari del noir, ad esempio, anche se da noi le onde arrivano sempre in ritardo e questo è un genere nato nel mondo anglosassone. In ogni caso io non sono una lettrice di questi romanzi e poi non vorrei che diventasse un bollino troppo riduttivo. Certo è che in epoche di grandi crisi, quando ci sono incertezze sul fututo, si torna sempre a guardare al passato, magari in forma amplificata”.
Nel frattempo le figure femminili continuano ad affascinare la Charbonnier, visto che il suo prossimo romanzo avrà sì come protagonista un personaggio d’invenzione, ma sullo sfondo ci sarà Anita Garibaldi: “Mi affascinano le storie di donne — conclude — che lottano per esprimersi. Nel libro che sto scrivendo mi sposto anche temporalmente, con una ragazza che vive a Roma nei primi anni dell’era fascista. Sarà una riflessione sulla libertà e su una donna che ha uno scarso accordo tra la sua sensibilità e l’ambiente circostante e deve lottare per affermare la propria originalità”.
Piero Di Domenico, Corriere di Bologna, 7 luglio 2009