La Sorella di Mozart di Rita Charbonnier

Qualunque appassionato di musica conosce Wolfgang Amadeus Mozart, ma pochi, presumibilmente, ricordano che egli avesse una sorella maggiore: Maria Anna Walburga Ignatia Mozart, detta Nannerl. Ella rivelò prestissimo una musicalità fuori del comune e, considerata l’equivalente musicale di Wolfgang si esibì in coppia con lui presso le corti d’Europa. Ma ben presto le cose cambiarono: poiché Wolfgang era più giovane, e soprattutto poiché componeva, Nannerl passò in secondo piano.

Ma che cosa accadde veramente a questo genio nato in un corpo di donna, eclissato dalla fulgida figura del fratello maschio? Rita Charbonnier ne svela per la prima volta la storia in questo splendido e delicato romanzo. Anche se La sorella di Mozart è un’opera di finzione, gli eventi ai quali si ispira sono realmente accaduti e i personaggi principali sono realmente esistiti. Nannerl amò, ricambiata, il Maggiore Franz Armand d’Ippold, ma sposò un uomo di 15 anni più grande di lei, Johann Baptist von Berchtold zu Sonnenburg, probabilmente però più per volere del padre che per amore. Anche il rapporto con il fratello è ricalcato sulla realtà: molto affettuoso nell’infanzia, attraversò momenti di ostilità per poi spegnersi del tutto dopo i rispettivi matrimoni. Ma alla morte di Wolfgang, la sorella diede un contributo prezioso alla pubblicazione e alla diffusione della sua opera.

La Nannerl della Charbonnier è un’eroina appassionata che ha rinunciato alla propria carriera artistica a favore del fratello, anche se la musica fa profondamente parte del suo essere. Per tutta la vita essa lotta per affermare il proprio valore contro il padre che, dopo i primi tempi, le preferisce il figlio maschio. Posto che le circostanze possono ostacolare le capacità personali indipendentemente dal sesso, l’essere donna costituisce indubbiamente una penalizzazione nella società del Settecento. Il trattamento riservato alle donne del tempo è denunciato dall’autrice fin dalle prime pagine, ove riporta una citazione di Jean-Jacques Rousseau che non ha bisogno di commenti: “Il compito fondamentale di ogni donna è compiacere l’uomo: essergli utile, amarlo e stimarlo, educarlo quando è piccolo e prendersene cura quando è adulto, dargli consigli, consolarlo, rendere la sua vita facile e gradevole. Questi sono i doveri delle donne, e questo è quanto esse dovrebbero apprendere, fin dalla prima infanzia.”

La Nannerl della finzione, dopo aver sopportato le angherie del padre, aver visto affievolirsi l’affetto del fratello e aver sofferto per amore, avrà finalmente il suo riscatto. Ma con questo libro, Rita Charbonnier riabilita anche la Nannerl “storica”, una figura chiave nella vita del grande salisburghese: chissà se Wolfgang sarebbe diventato il genio che conosciamo, se non avesse seguito il suo esempio e non fosse stato stimolato dalla rivalità con quella sorella così dotata…

Laura Sacchiero, Classicaonline, Luglio 2006

 

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