Il romanzo storico di Rita Charbonnier
— Andrea Rocchi C., Talento nella Storia, gennaio 2011
- Link all’articolo originale (quello che segue è un estratto).
Rita Charbonnier è autrice di due romanzi di ambientazione storica: La sorella di Mozart (Corbaccio, 2006, tradotto in inglese, francese, spagnolo, tedesco e olandese) e La strana giornata di Alexandre Dumas (Piemme, 2009). Al momento lavora a un terzo romanzo, che sarà pubblicato da Piemme a maggio 2011 e andrà a completare una trilogia di storie incentrate su personaggi femminili che, in modi diversi, lottano per emergere. Il 25 Gennaio 2011, inoltre, Piemme ripubblicherà La sorella di Mozart nella collana Bestseller.
Nata a Vicenza, Rita ha vissuto a Matera e Mantova, per poi stabilirsi a Roma. Ha fatto studi di pianoforte e canto e si è diplomata presso la Scuola di Teatro dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa. Prima di dedicarsi alla scrittura ha avuto una rilevante esperienza come attrice teatrale. Ha debuttato con Lucia Poli ed è stata coreuta in tragedie classiche, eroina in drammi elisabettiani, cantante in commedie musicali. Ha lavorato con Nino Manfredi, Aldo Trionfo, Antonio Calenda, Renato Nicolini, Tonino Conte, Vito Molinari, Sandro Massimini e altri artisti. È stata coprotagonista del musical On Broadway, prodotto dalla New York University e andato in scena a New York. Ha anche avuto alcune esperienze televisive, nei programmi Avanzi e Avanspettacolo (entrambi andati in onda su RAI 3). Giornalista pubblicista, negli ultimi anni delle tournée teatrali ha preso a collaborare come esperta di teatro musicale con diverse riviste di spettacolo, tra le quali Hystrio. Nel biennio 2000/2001 ha frequentato il Corso di formazione e perfezionamento per sceneggiatori della RAI e ha quindi iniziato a scrivere per l’audiovisivo. Un suo trattamento per docu-fiction ha ottenuto la menzione speciale della giuria di una competizione nazionale (Premio Dora, nel corso del XIX Torino Film Festival) e un suo soggetto cinematografico ha vinto una competizione europea (Film Story Competition di Euroscript – Programma Media II).
La sua carriera di scrittrice inizia con La sorella di Mozart, un romanzo uscito in ben 12 Paesi, e prosegue con La strana giornata di Alexandre Dumas. A quale genere narrativo appartiene la sua ultima fatica e chi era, storicamente, Alexandre Dumas?
Alexandre Dumas padre è stato uno dei più grandi narratori mai esistiti, forse il più grande. Le storie che ha creato avevano una capacità di penetrazione nell’immaginario che non si è per nulla appannata, da centocinquant’anni a questa parte. Le opere cinematografiche e televisive basate sui suoi romanzi sono al momento 239; credo sia un primato assoluto. Se su Internet si fa una ricerca di immagini mettendo come chiave “tre moschettieri”, si trovano moltissime fotografie di terzetti di uomini comuni, inserite su blog e forum, che evidentemente si sono definiti così nelle didascalie: poiché tre uomini accostati sono, per antonomasia, i Moschettieri.
Riguardo al genere narrativo del mio La strana giornata di Alexandre Dumas, direi che si tratta di un romanzo storico, ovvero ambientato in un’epoca ormai lontana, della quale non sopravvive più nessuno.
In un articolo del Suo blog, Lei affronta il rapporto tra verità e finzione nel romanzo storico. Come ha affrontato la questione della demarcazione tra vero e falso nel Suo romanzo? Provocariamente parlando, Rita Charbonnier è un’autrice “paladina della verità”?
Domanda birichina… che fa riferimento a una questione complessa. Sul rapporto tra realtà e finzione nel romanzo storico, ogni scrittore (e ogni lettore) ha la propria opinione. Secondo alcuni bisogna essere assolutamente aderenti ai fatti storici ed evitare i voli di fantasia; secondo altri, in un’opera di finzione ci si può concedere qualunque cosa, perché la finzione è finzione. Io penso che quello della “realtà storica” sia un concetto discutibile, e che anche gli storici non riportino la realtà “così com’è”, ma esprimano piuttosto il loro punto di vista sulla realtà stessa; infatti non di rado sono in disaccordo gli uni con gli altri.
Certo, i fatti documentati esistono e un autore di romanzi storici non dovrebbe, che so, raccontare che Mozart è morto a 99 anni, quando tutti sappiamo che purtroppo è mancato quand’era giovane; a meno che quell’autore non stia scrivendo un romanzo fanta-storico. Ma per il resto, la linea di separazione tra realtà e finzione è talmente sfumata che l’unico criterio dovrebbe essere quello dell’onestà: se scelgo di violare i fatti, devo farlo consapevolmente e per una ragione narrativa precisa.
Quale riscontro ha suscitato La strana giornata di Alexandre Dumas, sia di pubblico che di critica, e quale è stato il riconoscimento in merito ottenuto che le ha fatto più piacere ed onore?
Dai lettori ho ricevuto riscontri prevalentemente positivi. È stato apprezzato lo sviluppo psicologico dei personaggi e in particolare l’evoluzione del burrascoso rapporto tra la protagonista, Maria Stella, e la madre adottiva. Anche la critica si è espressa favorevolmente su questo aspetto, e poi sulla freschezza e naturalezza dei dialoghi. Il romanzo è stato segnalato dalla giuria del Premio Frignano e soprattutto ha vinto il Premio Città di Ostia per la narrativa storica, ottenendo anche la medaglia della Presidenza del Senato: questo riconoscimento mi ha riempita di gioia.
Per quanto riguarda l’altro suo romanzo, La Sorella di Mozart, il 25 gennaio 2011 uscirà nelle librerie una nuova edizione, per Piemme, nella collana Bestseller. Possiamo fare una brevissima panoramica di presentazione di questa opera, e potrebbe svelarci quali sono le sostanziali differenze tra questa nuova edizione e la prima?
La sorella di Mozart si occupa dell’unica sorella di Wolfgang Amadeus, Maria Anna detta “Nannerl”, che era a sua volta un genio musicale: quand’era piccola si esibiva in coppia con lui nelle corti d’Europa, ma a un certo punto fu messa nel dimenticatoio perché era femmina. È un romanzo sui rapporti familiari in un contesto, come si direbbe oggi, disfunzionale; è un romanzo sul talento e sulle difficoltà, esterne e interne, che ognuno di noi incontra nell’esprimerlo.
Non vi sono differenze tra la prima edizione del romanzo e quella che sta per uscire in libreria. La storia è la stessa e la successione delle scene è identica; ho solo cercato di “alleggerire” lo stile. Ho inoltre inserito in appendice una nota che chiarisce quali episodi del romanzo sono basati su eventi biografici documentati.
A cosa sta lavorando adesso? È in procinto di scrivere un nuovo romanzo e in generale quali programmi, sogni, aspettative ha Rita Charbonnier per il prossimo futuro?
A maggio del 2011 uscirà il mio terzo romanzo, sempre per Edizioni Piemme; ne sto effettuando la revisione proprio in questi giorni. Sullo sfondo c’è il personaggio di Anita Garibaldi ma la protagonista è un personaggio d’invenzione: una ragazza che vive a Roma all’inizio dell’era fascista e ha alcuni disturbi psicologici causati soprattutto da un segreto familiare, che le è stato svelato quand’era adolescente e che lei ha rimosso. Il titolo sarà Le due vite di Elsa.
Sto anche progettando un quarto romanzo, a partire da spunti molto diversi. Probabilmente, per la prima volta, non sarà un romanzo storico.
Ultima domanda: Lei cura con impegno sia il suo sito ufficiale che il suo blog. Quanta cura richiede questo progetto? Lei ritiene importante che un autore, uno scrittore, uno studioso, contribuisca alla diffusione della cultura tramite web attraverso contenitori che non siano solamente vincolati alle proprie opere ma che, come il Suo, riescano a spaziare?
Per me è senz’altro importante comunicare contenuti via Internet, e dedico parecchie energie a quest’attività, con molta soddisfazione. Io scrivo romanzi allo scopo di esplorare, e quindi esprimere, questioni che mi sembrano interessanti, e la rete offre la possibilità di farlo in forma immediata e con grande facilità. Non a caso diversi scrittori ed editor gestiscono, anche associandosi tra loro, blog culturali molto autorevoli; questa è una fortuna per chi li legge, e sicuramente anche per loro che li scrivono.
Andrea Rocchi C., portale Talento nella Storia, gennaio 2011