Gli scrittori, bugiardi e sfruttatori!

— Rita Charbonnier

Ancora a proposito di verità drammaturgica e verità storica (vedi questo articolo). Sui blog di argomento letterario, storico, o musicale, capita non di rado di assistere a vivaci discussioni riguardo la libertà immaginativa dell’autore di romanzi storici. Alcuni ritengono che a tale libertà vadano posti dei limiti: il romanziere non deve permettersi di “violare la realtà”. Ricamare con la fantasia su fatti realmente accaduti è lecito fino a un certo punto; oltre quel limite, è un comportamento esecrabile, messo in atto per sfruttare la fama degli eroi passati e magari infangarne la memoria.

Io francamente non credo esistano fatti “realmente” accaduti: credo che la realtà sia negli occhi di chi la guarda, e che quindi ne esista una per ogni individuo. Di solito, chi si inalbera perché viene violata la realtà storica, si inalbera perché viene violata la sua visione della realtà: difende quindi (ed è naturale) se stesso, più che la figura storica in questione.

Qualche tempo fa mi sono ritrovata in un sito francese sul quale ogni giorno veniva pubblicato un pensierino erudito su Mozart. Un’avida lettrice che aveva molto amato il mio primo romanzo La sorella di Mozart (pubblicato anche in francese), vi aveva lasciato un commento nel quale ne consigliava la lettura. A quel punto l’amministratore del sito, grande estimatore ed esperto del Maestro, si è procurato il libro, l’ha divorato in una notte e l’ha giudicato… un orrore. Testualmente. Tengo a specificare che la traduzione francese è stata elaborata da uno scrittore di primissimo ordine, oltre che persona deliziosa, François Maspero, e che la sua versione è più bella del mio originale; quindi dell’orrore io sono l’unica responsabile. Ecco, più o meno, quel che campeggiava sul sito:

Il fatto che un grande editore arrivi a pubblicare un libro come questo, che a mio parere, anche se non è che il mio parere, è un orrore, mi rattrista profondamente riguardo all’epoca nella quale viviamo che, in nome della libertà d’espressione, permette di sporcare la memoria di una famiglia che non ha più discendenti a difenderla.

E poi, il giorno dopo (reggetevi forte) l’amministratore annunciava la chiusura del sito, perché La sorella di Mozart l’aveva talmente sconvolto da procurargli un rifiuto per Mozart e per tutta la sua famiglia.

Non riesco a liberarmi dell’immagine di papà Leopold come Thénardier, di mamma Mozart come una grossa tedesca rubiconda e stupida, di Wolfgang come un maschio immondo, di Nannerl come una martire cattiva e maleducata, di Costanza sporca e sciatta, fino al povero violinista tacciato di alcolismo che si suppone sia Wenzel. No, davvero, è troppo, troppo duro sbarazzarsi mentalmente di questa falsa famiglia Mozart per ritrovare quella vera!

Nel leggere queste frasi mi è sorto un sospetto: questa persona sentiva il bisogno di difendersi perché riteneva di essere stata attaccata. Qualcuno aveva espresso un punto di vista su Mozart poco coincidente con il suo, e questo l’aveva irritata. Mi sembra che dietro queste levate di scudi ci sia qualcosa di molto più personale che non l’intento di difendere la verità storica. E in effetti, dopo un paio di giorni di cupezza, l’amministratore del sito è tornato a vivere felicemente, e fare felicemente sfoggio di erudizione mozartiana su Internet…

Chi desiderasse avere informazioni sul rapporto tra verità e finzione ne La sorella di Mozart può visitare la pagina di domande e risposte oppure leggere questa intervista. Inoltre, qui si trova un saggio sulla relazione di fratellanza tra Wolfgang e Maria Anna “Nannerl” Mozart.

 

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