Charbonnier, quella volta che Dumas trovò una chioma scarlatta

— Giuseppe Matarazzo, Avvenire, 3 settembre 2009

 

Sullo sfondo uno scandalo che avrebbe potuto sconvolgere l’intero regno di Francia. In primo piano la storia di una donna, Maria Stella Chiappini, da Modigliana, in Romagna. Figlia di un meschino baratto di neonati. La sua chioma scarlatta e i piccoli occhi di cielo non potevano venire né da Vincenza, né da Lorenzo, quelli che si professavano come i suoi genitori, entrambi scuri e mediterranei. Era evidente: Maria Stella non era loro figlia. E di chi allora?

Siamo nella primavera del 1773: in attesa della nascita del proprio figlio, una nobile coppia francese trascorre un periodo di riposo proprio a Modigliana. Il 15 aprile, il lieto evento. E lo scambio. Destini incrociati che sconvolgono le vite dei protagonisti. Soprattutto di Maria Stella, che trascorrerà la vita in cerca della sua vera identità. Una ricerca che «minaccia» la quiete della nobiltà francese e una storia che Maria Stella, ormai anziana chiromante di Parigi, racconta a un interlocutore speciale: di fronte a lei, il grande scrittore Alexandre Dumas. Per una volta «semplice» spettatore. Uditore attento. A tratti perplesso e dubbioso. Ma anche affascinato, stupito come da un incantesimo da Maria Stella Chiappini.

A regalarci questa delicata pennellata letteraria è Rita Charbonnier nel suo ultimo romanzo La strana giornata di Alexandre Dumas. Una carriera poliedrica, quella della Charbonnier: attrice di teatro, di cinema, e poi giornalista e scrittrice. Con un temperamento forte e solare che trasmette alle sue pagine. In questo come nel suo precedente lavoro: La sorella di Mozart, tradotto in cinque lingue e distribuito in dodici paesi.

«Avete il Sole nel segno del Leone, e anche l’ascendente. Siete dunque molto leonino, Monsieur Dumas, persino nell’aspetto. Alto, imponente, con una folta chioma… senz’altro vi definirei un bell’uomo».
«Vi ringrazio, Madame».

Dumas si era recato dalla chiromante Maria Stella per conoscere l’oroscopo per l’anno successivo, il 1844. L’anno in cui Dumas scriverà il suo capolavoro, I tre moschettieri. Ma fra una casa astrale e l’altra, Maria Stella racconterà la sua storia. La ricerca della verità che in tanti le «facevano intuire», senza mai confermarla. E poi, il rapporto chiave con Vincenza, la donna che si era sforzata di esserle madre. Fino alla fine. L’intento della chiromante settantenne è convincere Dumas a fare del suo «diario» un romanzo. Non sarà così. Dumas però la ascolterà prendendo appunti a matita. I suoi fogli finiranno in uno scatolone. Ma di quell’incontro con l’eccentrica Maria Stella, Dumas non si dimenticherà mai.

Giuseppe Matarazzo, Avvenire, 3 settembre 2009

 

 

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