A proposito dell’indimenticabile film “Amadeus”

— Rita Charbonnier

Perché in Amadeus non c’è il personaggio della sorella di Mozart? Come mai lei, Nannerl, non è nemmeno citata in una battuta di passaggio? Da quando è uscito il mio primo romanzo, diverse persone mi hanno posto questa domanda.

Il film scritto da Peter Shaffer e diretto da Milos Forman racconta l’ultimo periodo della vita di Mozart, e poi la sua morte, a Vienna. A quel tempo Wolfgang e sua sorella non avevano rapporti; abitavano in città diverse e nessuno dei due sapeva niente della vita quotidiana dell’altro. Nessuno dei due vide mai la casa, o conobbe i figli, dell’altro. Nannerl non faceva più parte dell’esistenza di suo fratello; non c’era più; e forse, lui tentava di fare come se non ci fosse mai stata.

Questo è un fatto oggettivo; e poi ci sono le scelte soggettive degli autori. Il percorso narrativo di Peter Shaffer procede in una direzione che ha poco a che fare con la fratellanza. Il vero protagonista del suo dramma non è Mozart ma Antonio Salieri, formidabile eroe negativo – ombroso, terribile e così umano nella sua meschinità. Arso dal desiderio di diventare un grande musicista, Salieri ha promesso a Dio di condurre una vita integerrima; in cambio, canterà le Sue lodi e diverrà un compositore riconosciuto e stimato. Un giorno, però, nella sua vita irrompe un fanciullone beffardo e volgare, nel corpo del quale alberga il più splendente dei geni: Wolfgang Amadeus Mozart. Salieri si sente tradito e concepisce un piano per danneggiarlo – una vera e propria vendetta contro Dio. A quale scopo, dunque, si sarebbe dovuto parlare di Nannerl? Solo perché è esistita? Non mi sembra una ragione sufficiente.

Verità drammaturgica e verità storica

La sceneggiatura di Amadeus è basata sull’omonimo e pluripremiato testo teatrale che lo stesso Shaffer aveva scritto nel 1978. Credo che nessuno al mondo sia riuscito a narrare la stessa storia in due modi così diversi e ugualmente potenti. Dobbiamo quindi essere grati al grande drammaturgo inglese, che ha divulgato il nome e la musica di Mozart con tanta efficacia e risonanza. Da quando il film è stato realizzato l’immagine di Mozart è indissolubilmente legata a quella che vi è dipinta; questo fa un po’ storcere il naso ad alcuni estimatori del Maestro, i quali affermano – a ragione – che Mozart non era così.

Certo che Mozart non era così; per cominciare, non aveva la faccia di Tom Hulce. Inoltre, non aveva quella risata scioccherella e non era un ragazzino osceno; nella realtà era un intelletto altissimo. E ancora, Salieri non ha ucciso Mozart. Nella realtà non ha avuto alcuna responsabilità nella sua morte né avrebbe tratto particolari vantaggi dalla sua scomparsa dalla scena musicale.

Mi sembra che, di fronte a un’opera d’arte, le violazioni della realtà storica (la quale è poi, in larga misura, presunta) non debbano scandalizzare più di tanto. Quello che conta veramente è che dopo il film la musica di Mozart su CD è andata a ruba; quello che conta è che molti, grazie al film, hanno ascoltato per la prima volta le sue magnifiche composizioni.

Per chi desidera approfondire l’argomento, su questa pagina si trova un saggio sul rapporto tra verità e finzione in Amadeus (disponibile nella versione originale inglese qui).

 

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